<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Luca Petrini Psicologo Psicoterapeuta &#187; psicologo</title>
	<atom:link href="https://www.lucapetrini.it/tag/psicologo/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.lucapetrini.it</link>
	<description>Psicologo Psicoterapeuta Counsellor                 Ipnotista-PNL Terapeuta EMDR</description>
	<lastBuildDate>Sat, 22 Dec 2018 12:59:22 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
		<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
		<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=3.9.35</generator>
	<item>
		<title>Il trauma</title>
		<link>https://www.lucapetrini.it/il-trauma/</link>
		<comments>https://www.lucapetrini.it/il-trauma/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 05 Nov 2016 09:29:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[luca petrini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[emdr]]></category>
		<category><![CDATA[petrini]]></category>
		<category><![CDATA[pietrasanta]]></category>
		<category><![CDATA[psicologo]]></category>
		<category><![CDATA[psicoterapia]]></category>
		<category><![CDATA[trauma]]></category>
		<category><![CDATA[versilia]]></category>

		<guid isPermaLink="false">https://www.lucapetrini.it/?p=806</guid>
		<description><![CDATA[Il TRAUMA (dal gerco ferita, rottura) è un evento che comporta una forte minaccia alla propria o altrui integrità fisica. La persona si è trovata o ha assistito ad un evento potenzialmente mortale o di gravi ferite fisiche. La risposta della persona comprende emozioni come orrore intenso, paura e senso di vulnerabilità. Si può trattare di terremoti, incidenti, violenza [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="color: #890f01; text-align: justify;"><a href="https://www.lucapetrini.it/wp-content/uploads/2016/01/vergogna.jpg"><img class="alignleft wp-image-603" src="https://www.lucapetrini.it/wp-content/uploads/2016/01/vergogna.jpg" alt="vergogna" width="211" height="297" /></a>Il <strong style="font-style: inherit;">TRAUMA </strong>(dal gerco ferita, rottura) è un evento che comporta una forte minaccia alla propria o altrui integrità fisica. La persona si è trovata o ha assistito ad un evento potenzialmente mortale o di gravi ferite fisiche. La risposta della persona comprende emozioni come <strong style="font-style: inherit;">orrore intenso, paura e senso di vulnerabilità</strong>. Si può trattare di terremoti, incidenti, violenza sessuale, lutti importanti, ecc.</p>
<p style="color: #890f01; text-align: justify;">Le modalità con cui la persona fronteggia tali eventi possono essere di tre tipi:</p>
<p style="color: #890f01; text-align: justify;">- <strong style="font-style: inherit;">attacco fuga</strong> : la persona se può si difende (ad esempio da un’aggressione) o fugge (ad esempio durante un terremoto);</p>
<p style="color: #890f01; text-align: justify;">- <strong style="font-style: inherit;">congelamento</strong> (freezing) : quando la persona non può o non riesce ad attaccare o a fuggire si ha una sorta di congelamento, si abbassano le funzioni vitali e la persona rimana come paralizzata di fronte agli eventi. E’ la cosa migliore che la natura ha previsto per garantire la sopravvivenza.</p>
<p style="color: #890f01; text-align: justify;">- <strong style="font-style: inherit;">dissociazion</strong>e : e la modalità più estrema con cui l’organismo si difende da tali situazioni. E’ come se la persona si dissociasse, si dividesse in parti diverse ed “impermeabili” tra loro. Ad esempio durante uno stupro la dissociazione è come se la persona vivesse una sorta di “<em style="font-weight: inherit;">fai al mio corpo ciò che vuoi io non ci sarò</em>“. E’ pur questo un modo estremo di sopravvivere a tale violento orrore.</p>
<p style="color: #890f01; text-align: justify;">Un trauma può cristallizzarsi in un disturbo chiamato <strong style="font-style: inherit;">Disturbo Post Traumatico da Stress</strong> (<strong style="font-style: inherit;">PTSD</strong>). In tale caso anche a distanza di mesi (3 secondo la nosografia attuale) la persona continua a vivere flash-back, immagini disturbanti, emozioni intense, sonno disturbato, ansia, angoscia, ecc. In sostanza è come se l’evento facesse fatica ad integrarsi nel resto della vita psichica e rimane in un certo senso “isolato” e sempre attivo. Anche a livello neurofisiologico è stato osservato che in tale disturbo le informazione collegate al trauma rimangono “intrappolate” in una rete neuronale che mantiene attive le stesse emozioni, convinzioni e sensazioni fisiche che sono state vissute al momento dell’evento.</p>
<p style="color: #890f01; text-align: justify;">Esistono, e sono molto più frequenti e insidiosi, anche<strong style="font-style: inherit;"> traumi minori</strong>, potremmo dire &#8220;traumi con la t minuscola&#8221;. Si tratta di tutti quegli eventi di vita in cui ci siamo sentiti umiliati, non compresi, mortificati, abbandonati e che hanno contribuito a formare un’idea negativa di noi stessi. Durante l’infanzia ad esempio, genitori non accoglienti, non sintonizzati con i bisogni del bambino, maltrattanti, sarcastici hanno potuto provocare delle piccole ferite che poi possono costituire delle fragilità le quali, in seguito ad eventi scatenanti, danno origine a svariati disturbi: <strong style="font-style: inherit;">panico, disturbi d’ansia, disturbi dell’umore, disturbi dell’alimentazione, ecc.</strong></p>
<p style="color: #890f01; text-align: justify;">In sintesi i piccoli traumi (o esperienze stressanti) sono potenzialmente alla base delle svariate fragilità che possono affliggere l’animo umano e sulle quali si possono inserire disturbi più significativi<strong style="font-style: inherit;"> anche a distanza di anni</strong>.</p>
<div class="entry-content">
<p style="font-weight: inherit; font-style: inherit; color: #444444; text-align: justify;"><span style="font-weight: inherit; font-style: inherit; color: #222222;">Ad oggi, la tecnica terapeutica più efficace nel trattamento del truma è l&#8217;<strong>EMDR</strong> (<strong>Eye Movement Desensitization and Reprocessing</strong>), che permette in tempi brevi appunto una &#8220;d</span><span style="font-weight: inherit; font-style: inherit; color: #222222;">esensibilizzazione e rielaborazione del vissuto attraverso i movimenti oculari&#8221;. Si è visto difatti che attraverso la stimolazione inter-emisferica alternata ovvero l&#8217;attivazione ritmica di un emisfero cerebrale e dell&#8217;altro, che si può indurre attraverso ad esempio i movimenti oculari, il sistema nervoso attiva un naturale processo di rielaborazione che permette di integrare le informazioni legate al trauma nel resto della vita psichica del paziente. Anche i traumi più gravi posso essere risolti in un numero limitato di sedute (da 3 a 6 secondo la ricerca).</span></p>
<p style="font-weight: inherit; font-style: inherit; color: #444444; text-align: justify;">L’<strong style="font-weight: bold; font-style: inherit;">EMDR</strong> è quindi un metodo psicoterapico strutturato, rapido ed efficace che permette di trattare le conseguenze psicologiche di eventi traumatici inclusi i cosiddetti &#8221; traumi minori&#8221; i quali, spesso più insidiosi, posso aver compromesso la stabilità psichica della persona ed aver facilitato nel tempo, in conseguenza di eventi scatenanti, lo sviluppo di disturbi più complessi come <strong style="font-style: inherit;">disturbi d’ansia</strong>, <strong style="font-style: inherit;">disturbi dell’umore</strong>, <strong style="font-style: inherit;">fobie</strong>,<strong> panico, ritiro sociale, ecc</strong></p>
<p style="font-weight: inherit; font-style: inherit; color: #444444; text-align: justify;">E’ un approccio psicoterapico interattivo e standardizzato, scientificamente comprovato da più di 20 studi randomizzati controllati condotti su pazienti traumatizzati e documentato in centinaia di pubblicazioni che ne riportano l’efficacia nel trattamento di numerose psicopatologie inclusi la <strong style="font-weight: bold; font-style: inherit;">depressione, l’ansia, le fobie, il lutto acuto, i sintomi somatici e le dipendenze</strong>.</p>
<p style="font-weight: inherit; font-style: inherit; color: #444444; text-align: justify;">E’ considerato il metodo d’elezione per il lavoro sul <strong style="font-weight: bold; font-style: inherit;">trauma</strong> da diverse associazioni professionali di fama internazionale come l’American Psychological Association, l’American Psychiatric Association (APA) e la National Institute for Clinical Excellence (NICE) – UK, oltre che dall’OMS.</p>
<p style="font-weight: inherit; font-style: inherit; color: #444444; text-align: justify;">Maggiori info sono disponibili sul sito ufficiale: <a style="font-weight: inherit; font-style: inherit; color: #7a0000;" href="http://emdr.it/" target="_blank"><strong style="font-weight: bold; font-style: inherit;"><span style="font-weight: inherit; font-style: inherit; color: #333399;">www.emdr.it</span></strong></a></p>
<p style="font-weight: inherit; font-style: inherit; color: #444444; text-align: justify;">
</div>
<footer class="entry-footer"></footer>
<p style="color: #890f01; text-align: justify;">
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.lucapetrini.it/il-trauma/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Il passato non è passato</title>
		<link>https://www.lucapetrini.it/il-passato-non-e-passato/</link>
		<comments>https://www.lucapetrini.it/il-passato-non-e-passato/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 20 Jan 2016 08:50:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[luca petrini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[ansia]]></category>
		<category><![CDATA[depressione]]></category>
		<category><![CDATA[psicologo]]></category>
		<category><![CDATA[psicoterapia]]></category>
		<category><![CDATA[tristezza]]></category>

		<guid isPermaLink="false">https://www.lucapetrini.it/?p=643</guid>
		<description><![CDATA[&#160; (&#8230;) da questo punto di vista il passato acquista importanza non tanto in quanto ciò che è stato, ma in come avviene, ovvero nella forma in cui si dà, qui e ora nel momento presente; la stessa cosa vale per il futuro con la differenza che, mentre il passato prende forma in termini di ricordi, il futuro prende [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p>(&#8230;) da questo punto di vista il passato acquista importanza non tanto in quanto <em><strong>ciò che è stato</strong></em>, ma in <strong><em>come avviene</em></strong>, ovvero nella forma in cui si dà, <strong>qui e ora</strong> nel momento presente; la stessa cosa vale per il futuro con la differenza che, mentre il passato prende forma in termini di ricordi, il futuro prende forma in termini di anticipazioni, fantasie, timori, desideri, ecc (&#8230;).</p>
<p>Scarica l&#8217;articolo completo dal <span style="color: #000000;">sito </span><span style="color: #0000ff;"><span style="color: #000000;">della rivista</span> <a href="http://rivista.igf-gestalt.it/in-formazione-numero-28/" target="_blank"><span style="color: #0000ff;">&#8220;In Formazione&#8221;</span></a></span></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.lucapetrini.it/il-passato-non-e-passato/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Claudio Naranjo sul fine della Terapia della Gestalt</title>
		<link>https://www.lucapetrini.it/claudio-naranjo-sul-fine-della-terapia-della-gestalt/</link>
		<comments>https://www.lucapetrini.it/claudio-naranjo-sul-fine-della-terapia-della-gestalt/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 20 Jan 2016 08:36:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[luca petrini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[gestalt]]></category>
		<category><![CDATA[naranjo]]></category>
		<category><![CDATA[psicologo]]></category>
		<category><![CDATA[psicoterapia]]></category>

		<guid isPermaLink="false">https://www.lucapetrini.it/?p=636</guid>
		<description><![CDATA[Claudio Naranjo sul fine della terapia della Gestalt “Il fine immediato della terapia gestaltica è quello di ristabilire la awareness: questa parola, che in italiano possiamo tradurre con “consapevolezza”, è la più importante nel vocabolario del buddhismo e fa riferimento al processo di “ristabilire l’attenzione” o la “capacità esperienziale”. Nella gestalt, invece, ciò che si pretende fare [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<header class="entry-header">
<h1 class="entry-title">Claudio Naranjo sul fine della terapia della Gestalt</h1>
</header>
<div class="entry-content">
<p style="font-weight: inherit; font-style: inherit;"><a style="font-weight: inherit; font-style: inherit; color: #bb5974;" href="https://tizianacarucci.files.wordpress.com/2015/03/entrevista-a-claudio-naranjo.jpg"><img class=" size-full wp-image-130 alignleft" src="https://tizianacarucci.files.wordpress.com/2015/03/entrevista-a-claudio-naranjo.jpg?w=714" alt="entrevista-a-claudio-naranjo" /></a>“Il fine immediato della terapia gestaltica è quello di ristabilire la <strong><em style="font-weight: inherit;">awareness</em></strong>: questa parola, che in italiano possiamo tradurre con “consapevolezza”, è la più importante nel vocabolario del buddhismo e fa riferimento al processo di “ristabilire l’attenzione” o la “capacità esperienziale”. Nella gestalt, invece, ciò che si pretende fare è ristabilire le funzioni dell’organismo e della personalità che portano l’individuo alla sua condizione di completezza e all’espressione p<span class="text_exposed_show" style="font-weight: inherit; font-style: inherit;">iena delle sue potenzialità.<br />
Un presupposto della terapia Gestalt è che la coscienza, di per sé, produce sviluppo e cambiamento”.<br />
…<br />
L’enfasi della terapia gestaltica sulla consapevolezza, più che sulla comprensione, sottolinea l’importanza del “<strong>contatto</strong>”: con questo termine si intende il processo immediato qui e ora, e si sottolinea la base sensoriale ed emozionale di tale processo. L’intervento del terapeuta è pertanto essenzialmente non interpretativo, ma si dirige piuttosto al <strong>risveglio della consapevolezza</strong>, da parte del paziente, di ciò che sta facendo e sentendo. L’enfasi non cade, dunque, sullo spiegare il suo comportamento o comprendere i suoi perchè, ma piuttosto sul percepire il “come” della sua esperienza. Questa presa di coscienza porta di per sé a nuove esperienze e a nuove sfide.”</span></p>
<div class="text_exposed_show" style="font-weight: inherit; font-style: inherit;">
<p style="font-weight: inherit; font-style: inherit;">Claudio Naranjo – Per una Gestalt viva</p>
</div>
</div>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.lucapetrini.it/claudio-naranjo-sul-fine-della-terapia-della-gestalt/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>

<head>
<script id="Cookiebot" src="https://consent.cookiebot.com/uc.js" data-cbid="6694e669-1ee2-4b5c-9882-3a9f4cb25212" type="text/javascript" async></script>
</head>